Anfiteatro Romano di Catania

È una imponente struttura costruita durante la dominazione romana a Catania; si ipotizza che l’inizio di tale opera sia avvenuta intorno al II secolo d.C. in una zona chiamata Monte Vergine e un tempo adibita a necropoli. Intorno al III secolo si ebbe un ampliamento che ne triplicò la capienza. Ciò che si vede lo dobbiamo agli scavi di inizio 1900 in piazza Stesicoro che riportarono alla luce una piccola porzione del grandioso anfiteatro, uno dei più grandi d’Italia, il secondo dopo il Colosseo.
Di forma ellittica, aveva un asse maggiore di 70 metri e uno minore di 50 metri, con i suoi 300 metri di estensione perimetrale si stima potesse contenere circa 30.000 persone. Probabilmente per l’anfiteatro era prevista anche una copertura con grandi teli per il riparo dal forte 
sole o dalla pioggia ed aveva un collegamento con l’acquedotto per poter inondare l’arena e permettere la rappresentazione delle naumachie, vere e proprie battaglie navali. Oggi più della metà dell’intera struttura e sotto i palazzi. Purtroppo per varie vicissitudini è stato più volte messo in sicurezza e più volte aperto e chiuso al pubblico. Varie leggende e storie popolari lo avvolgono di mistero, una di queste è quella di una scolaresca che, insinuatasi nella struttura per una visita, non ne sia più uscita, ma fortunatamente sono solo leggende che ne aumentano il fascino narrativo. 

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