Palazzo dei Chierici

È situato nella Piazza Duomo, lato sud, di fronte al Palazzo degli Elefanti. Il palazzo sorge sull’area precedentemente occupata dal palazzo del vescovo e dal monastero benedettino; è stato sede ecclesiastica, dimora di monaci e rifugio sicuro del patrimonio librario durante i moti antispagnoli del 1647 fino al terremoto del 1693. Dopo l’evento, fu sede universitaria e anche caserma; a partire dal 1943, a causa del secondo conflitto mondiale, i seminaristi lasciarono questa sede, in seguito danneggiata dai bombardamenti. Quest’ultimi, che colpirono anche il Palazzo degli Elefanti, obbligarono il Comune ad acquistare lo stabile in questione proprio per sopperire alla mancanza della sede; dal 1945 al 1953 ha ospitato gli uffici del Sindaco, del Consiglio, degli assessori e del corpo dei vigili urbani.
Dal balcone centrale si sono affacciati nel tempo molti personaggi storici, tra i quali il cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet nel 1888 per benedire la città e nel 1937 Benito Mussolini che parlò da esso alla cittadinanza durante la sua visita a Catania. Oggi è sede del Museo diocesano e degli uffici finanziari comunali. Ai suoi lati si trovano due porte, a destra Porta Carlo V che conduce al mercato Ittico “la pescheria” e a sinistra Porta Uzeda; quest’ultima, intitolata al viceré spagnolo Giovanni Francesco Paceco, duca di Uzeda, collega piazza Duomo dalla zona del porto e fu una delle porte d’accesso alla città lungo le mura cinquecentesche volute da Carlo V. Porta Uzeda collega il Palazzo dei Chierici al palazzo arcivescovile e alla Cattedrale di Sant’Agata. La alternanza tra marmo bianco e pietra lavica che lo caratterizza è espressione del barocco del periodo post terremoto. Di nota la nicchia centrale col busto di Sant’Agata in marmo bianco che protegge la città.

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